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Viaggio in Namibia, settimana 0: i preparativi.

 

namibia sett0Come ogni anno, sono partita per l'estate e questa volta la meta é stata la Namibia.

Il bisogno di viaggiare e cambiare aria per un po' é l'unica droga di cui sono dipendente: quando arriva aprile, se non ho ancora deciso la mia meta non mi do pace. Quest'anno é stato diverso e terribilmente semplice. Avete presente una di quelle cose che ci si dice sempre: "un giorno la farò"? Beh, per me era arrivato il momento di cancellare una di quelle voci dall'elenco dei buoni propositi: andare a fare qualche mese di volontariato e mettere il mio lavoro a disposizione di chi ne ha davvero bisogno.

Un amico mi consigliò di contattare l'associazione Mammadù Italia Onlus e propormi come volontaria per uno degli orfanotrofi in Namibia a cui offrono il loro sostegno. É così che ho conosciuto Andrea e Monica, due dei ragazzi che hanno dato vita a questa realtá e si impegnano quotidianamente a offrire il loro aiuto a queste piccole comunitá di bimbi soli. Ho ascoltato le loro storie, storie di bambini lasciati alle porte delle strutture come sacchi della pattumiera, come fardelli di vergogna più semplici da abbandonare che da accudire e mi si è stretto il cuore. Era decisamente arrivato il momento di fare anch'io la mia parte e partire con loro.

Una sera ne ho parlato con la mia amica Alexandra e rimasi terribilmente sorpresa dal suo slancio di entusiasmo per unirsi a me in questa nuova avventura. Ci conosciamo praticamente da sempre: all'etá di 2 anni venne a vivere nella casa di fronte alla mia a Cavalese, in Trentino, e passammo i primi undici anni della nostra vita insieme. I nostri giochi piú belli erano rami di larice e pietre, il nostro parco giochi il boschetto dietro casa e Sailor Moon la nostra più grande eroina. Lei é il mio netto opposto e sono convinta che riusciamo a essere amiche solo perché ci siamo incontrate in un'etá in cui le differenze caratteriali non sono un ostacolo insormontabile ma in cui, al contrario, si impara ad accettarsi per quel che si é veramente.

jason e davisIl primo passo é stato quello di prenotare i biglietti per evitar di pagare uno sproposito: mi sono appena messa in proprio e non é che i soldi abbondino, lo stesso per Alexandra, seppur lei abbia un lavoro fisso da cui le hanno dato ben tre mesi di vacanza pur di vederla rientrare in autunno. Vista la nostra voglia di viaggiare un po' durante questa avventura abbiamo deciso di partire da un aeroporto diverso per tornare rispetto a quello dove saremmo arrivate e predisporre uno scalo lungo sulla strada del ritorno verso l'Europa. Questa idea, però, rendeva impossibile la prenotazione online se non comprando i biglietti singoli, con un notevole supplemento sul costo. Così abbiamo deciso di rivolgerci ad un'agenzia e tra quella bulgara e quella italiana, la prima ci ha fatto la proposta migliore. A fine gennaio i nostri biglietti erano acquistati e così per poco più di 800,00 euro abbiamo prenotato il volo d'andata a giugno senza soste verso Windhoek, capitale della Namibia, e il ritorno a settembre con partenza da Cape Town, scalo di 11 giorni a Johannesbourgh, poi Monaco e a seguire Milano. L'idea di esser in Africa non può allontanarsi da quella di viaggiare un po' ed esplorare il continente africano seppur limitate dal nostro budget ristretto.

Il secondo passo è stato andar alla ricerca di un alloggio ma le strutture per viaggiatori, così detti backpackers hostels, proponevano prezzi pari a quelli di un posto letto nel centro di Milano, decisamente non abbordabili per noi: 500-600 euro per una stanza in un dormitorio. L'esperienza mi ha insegnato che prenotare una stanza via internet implica prezzi da turisti, ovvero quasi il doppio di quelli reperibili sul posto. Abbiamo deciso, allora, di affidarci alla community di Couchsurfing per aver un punto d'appoggio una volta a Windhoek e cercar qualcosa direttamente sul posto. Rischioso, certo, faticoso e stressante, ovviamente, ma le cose semplici non ci piacciono!

documentiViaggio

Il terzo è stato quello di recarmi al centro asl per il viaggiatore internazionale di Milano e sottopormi alle necessarie vaccinazioni. Per avere l'appuntamento ci sono volute un paio di settimane ma una volta lì il processo si è svolto in maniera impeccabile. Ci lamentiamo sempre per i servizi offerti dallo stato ma è giusto anche dar atto a chi, invece, svolge un servizio impeccabile. Un primo colloquio, puntuale all'orario stabilito telefonicamente, verifica quali siano le zone in cui ci si recherà e il periodo per stabilire quali siano le vaccinazioni davvero necessarie. Nonostante passeremo per il Delta dell'Okawango e le Cascate Vittoria durante il viaggio, visto il basso rischio di contagio durante il periodo invernale, il dottore ha ritenuto poco utile sottoporci alla profilassi antimalarica molto pesante per l'organismo. Mi ha consegnato, però, un opuscolo sulle pratiche di prevenzione da adottare arrivata sul posto. Una volta stabilito di che cosa avessi bisogno mi ha mandata nell'ambulatorio dove una dottoressa in un paio di minuti mi ha fatto le iniezioni e consegnato i medicinali da assumere per via orale a casa. Il pagamento è avvenuto nell'ambulatorio stesso (con la carta di credito) e il fatto che partissi come volontaria mi ha permesso di aver uno sconto sui trattamenti. Un mesetto dopo mi sono dovuta recare di nuovo alla asl per fare il vaccino contro la febbre gialla avendo cambiato l'itinerario e questa volta ho scelto di andare nella vicina sede di Como. Il risultato è stato che ci avrei, comunque, messo meno tempo a tornare a Milano per farlo. L'attesa è stata lunga nonostante la prenotazione, una volta stabilito cosa dovessi fare mi sono dovuta recare alla posta a pagare il relativo bollettino (tutti sappiamo bene cosa significhi andare a pagare un bollettino all'ufficio postale alle 11:00 del mattino), tornare alla sede, attendere ancora e ricevere finalmente la vaccinazione. Se potete recarvi a Milano, ve lo consiglio caldamente: sono altamente preparati ed efficienti, in un'oretta avrete sbrigato tutto.

Il quarto è stato spargere la voce tra i miei amici del viaggio che stavamo per intraprendere e chiedere se avessero oggetti da donare: vestitini, matite colorate, giocattoli o qualsiasi cosa si potesse portare a dei bimbi a cui un po' tutto fa comodo. Abbiamo raccolto così tante cose che un'intera valigia non era abbastanza e dover lasciar cose indietro per i volontari che sarebbero scesi in Nambia dopo di noi. E' meraviglioso vedere quanto le persone sono disposte a donare e quanto una cosa che a noi non serva più possa esser, invece, molto utile per qualcun altro.

Il quinto, assolutamente da non sottovalutare, è l'assicurazione di viaggio. L'esperienza dell'ultimo anno mi ha insegnato quanto è facile farsi del male e la sola idea che questo possa avvenire lontano da casa e non abbia come rientrare a farmi curare mi fa venir i brividi. I ragazzi dell'associazione si sono raccomandati tanto di farne una e che, in caso di necessità, non ci lasciassimo portar in nessun caso in un ospedale statale ma solo in cliniche private, altro fattore che aumenterebbe il numero di zeri sulla fattura. Per quanto mi riguarda ho stipulato un'assicurazione infortuni annuale che poi mi coprirà anche una volta rientrata in Italia, mi costava comunque meno della trimestrale specifica per i viaggiatori, mentre Alexandra ne ha fatto una più completa che risponde in caso di qualsiasi problema lei possa avere durante il soggiorno. Di nuovo la Bulgaria presenta un prezzo nettamente più basso delle compagnie italiane online e non. Le prime sono, ovviamente, più economiche ma, per i tre mesi che interessano a noi, i prezzi si aggirano comunque intorno ai 300,00 euro. Vi saprò dir al ritorno se sono stati soldi buttati o meno.

Il grosso era pronto, avevamo letto tanti blog per informarci a grandi linee di che cosa ci aspettasse una volta in Namibia e eravamo pronte. Ancora qualche mese e saremmo finalmente partite, sembrava un'eternitá ma la realtá ci ha viste a chiudere le valigie prima di renderci davvero conto che era arrivato finalmente il momento di partire: pronte per una nuova avventura!

 

Contatti:

Mammadù Italia Onlus
www.mammaduitalia.it

Via G. Matteotti 7, 24047 Treviglio (BG)
Tel. +39 3477246658 (Andrea)
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www.asl.milano.it/ita/Default.aspx?SEZ=2&PAG=64

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02/85788566
dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:00
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