Una ragazza al Gusto Fragola.

 

VogliaDiFragola

Se dico Gusto Fragola cosa vi viene in mente? Il gelato, vero? Anche a me a dir il vero e é per questo motivo che ci ho messo così tanto a decidermi che fosse il nome giusto.

In realtà, a pensarci bene, ho sempre saputo che sarebbe stato questo, che é quello giusto per me, in fondo ce l'ho stampato addosso da sempre un po' come la A scarlatta di Hester Prynne: speriamo mi vada meglio, comunque.

E' una macchia rosa scuro, quasi rosso, che ho appena sotto la clavicola sinistra e mi adorna il petto come una spilla preziosa. C'é chi dice che assomigli ad un cuore, chi ad una fragola e chi ancora al logo dei Litfiba (il cuore con le corna, jo!) per me é solo la mia "voglia di fragola". Non mi ricordo quasi di averla in realtà, non è in un punto così visibile e così la scordo, anche se poi basta uno sguardo curioso per ricordarmene. Nessuno ha saputo fino ad oggi spiegarmi bene e con esattezza a cosa si debbano queste macchie, angioma forse l'ha chiamato qualcuno una volta, ad ogni modo poco importa preferisco le leggende popolari, quelle che da sempre ne sanno una più del diavolo e non sbagliano quasi mai. (Per la serie "cielo a pecorelle, pioggia a catinelle" o "rosso di sera bel tempo di spera").

La storia, infatti, parte dalla lontana primavera del 1986 a seguito della terribile esplosione alla centrale nucleare di Černobyl, quando anche in Italia era sconsigliato mangiare qualsiasi cosa vi fosse nell'orto perchè poteva essere contaminato. Sono migliaia di km di distanza, si passa per monti e pianure ma nonostante ciò, anche sulle alte montagne trentine, vigeva il divieto di consumo di tutti i prodotti della terra. A quel tempo una ragazza dai capelli scuri viveva proprio lì con il marito e il suo bambino, era incinta del suo secondo figlio, una femminuccia per dir la verità. Nonostante la pancia, le nausee e le caviglie come due zamponi di Natale, aveva comunque seminato l'orto e quell'anno il raccolto era particolarmente ricco e orgoglioso. Davanti alla casa c'era un cancello e una staccionata, sulla sinistra un muretto con le aiuole punteggiate di milioni di colori: fiori di ogni sorta e rosse fragole. Ogni volta che la ragazza rientrava vi passava davanti e lì aveva inizio la sua tortura: quelle grosse, succose fragole rosse la chiamavano quasi prendessero vita come in Alice nel Paese delle Meraviglie era per i fiori. Ma il divieto era rigido: non si poteva mangiar nulla. Così giorno dopo giorno le guardava, immaginava di poter godere del loro dolce sapore: ogni giorno. Non so dirvi se, come dicono altre voci popolari, in preda a una di queste voglie la mia mamma si sia toccata il petto o se é un caso che la voglia che sia lì. Poco importa, il primo luglio nacqui io, una bella bimba moretta, piena di capelli e con una macchia di fragola addosso. Ora che dite? Gusto fragola é o no troppo giusto per me?

fragoline boscoQuando ero più giovane la via voglia mi ha dato non pochi problemi: vuoi per la posizione, vuoi per il colore, ma quasi tutti la scambiavano per un succhiotto. Un giorno ero a Gardaland con delle amiche, eravamo in fila per il Colorado boat, la fila più lunga del parco, e delle ragazze poco più avanti non facevano che guardarmi e ridacchiare. Appena la serpentina d'attesa ha fatto si che mi incrociassi con loro ho guardato dritto negli occhi la più oca del gruppo con uno sguardo da far invidia a John Wayne e l'ho affrontata: "non é un succhiotto, é una voglia". Rossore sui visi delle amiche, lei scoppia a ridere e mi fa: "effettivamente ci stavamo chiedendo se avesse un gommone al posto delle labbra". Santa pazienza.

Ogni volta che vedo un medico, o meglio che un medico vede lei, comincia a spiegarmi di come sarebbe semplice oggi con il laser eliminarla, in un attimo ventisette anni di convivenza potrebbero esser cancellati: puff! spariti e io sarei una ragazza come tutte le altre. Come quando sulla carta d'identità ti chiedono: "segni particolari?" "Nessuno". In realtà a dir il vero, ad oggi l'unica cosa anomala sulla mia di carta d'identità é la mia professione di "desainer" che ho scoperto solo dopo mesi: nessuno ha mai preso sul serio la mia laurea in design dei servizi, evidentemente nemmeno l'impiegata dell'ufficio anagrafe. Ma questa é un'altra storia.

Gusto Fragola, come il gelato, perché poi, a chi non piace il gelato?

 

 

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