Il cuore rosso del Namib a Sossusvlei.

 

 

Big Daddy Namib sliderRiusciamo finalmente a imboccare la C24 che da Windhoek porta a Sossusvlei che sono giá le 14.00 e siamo terribilmente in ritardo. Un problema con i chilometri segnatici dalla signorina dell'Avis, compagnia con cui abbiamo prenotato l'auto per il viaggio, ci ha costrette a tornar indietro facendoci perdere un sacco di tempo.

La strada é sterrata: un'alternarsi di salite e discese con tanto di buche a movimentare un po' la situazione ma il paesaggio è splendido, vale completamente il tempo impiegato per percorrerla. Per raggiungere il deserto con le sue dune rosse dalla capitale si può scegliere la principale, la C24 appunto, o l'autostrada. Nonostante sia giá tardi optiamo comunque per la prima pregando di riuscir ad arrivare prima del tramonto e evitar di affrontare la strada la notte.

mountain Namibia picIl viaggio dura all'incirca quattro ore e lungo la strada vediamo un susseguirsi di paesaggi molto diversi gli uni dagli altri, qualche orix che passeggia tranquillo mentre i pumba attraversano veloci la strada. Abbiamo prenotato la piazzola al campeggio di Solitaire: piccolissimo agglomerato di case attorno ad una pompa di benzina in mezzo al nulla, letteralmente al nulla. Una ventina d'anni fa arrivò a Solitaire da Windhoek un giovane pasticcere, "Moose" Macgregor, che decise di trasfericisi innamorato della tranquillitá del posto. Aprì una pasticceria proprio accanto alla pompa di benzina e iniziò a offrire ai viaggiatori di passaggio la sua deliziosa torta di mele diventando ben presto una vera a propria attrazione. Ancora oggi, nonostante il pasticcere sia venuto a mancare ormai qualche anno fa per un attacco di cuore proprio nella sua cucina, chiunque si trovi a passare di lá non può non fermarsi per gustare una fetta di quella torta che é ormai leggenda. Anche "Moose" non ha mai lasciato Solitaire, é stato sepolto nel suo giardino e continua a vegliare sulla sua piccola oasi e a controllare che la sia ricetta segreta venga seguita alla lettera.

Solitaire NamibiapicLa strada é lunga e arriviamo che é giá notte, ad accoglierci vecchi rottami di automobili con i fari accesi a segnalare l'unica forma di vita nei dintorni. Sembra una cittá fantasma: le carcasse delle auto, i pochi negozi ormai chiusi da qualche ora e il buio più totale. Lo stesso campeggio vede qualche forma di vita solo nei turisti che vi si sono accampati, scegliamo quindi sotto quale albero piantare la nostra tenda e sotto la luce dei fari in un attimo il nostro piccolo rifugio é pronto.

La mattina successiva sveglia all'alba per riuscir a raggiungere Soussusvlei il prima possibile e approfittare del fresco del mattino per scalare Big Daddy, la duna più alta della zona. Dopo un'oretta di cammino arriviamo al cancello del parco, paghiamo la tassa d'ingresso e via veloci verso il parcheggio dove avremmo preso la navetta che ci avrebbe condotto nel deserto vero e proprio: decisamente quella sarebbe stata una sfida troppo grande per la nostra piccola Polo. Un'altra ora di strada dalle porte del Seseriem Canyon al parcheggio, dove lasciamo la macchina, paghiamo la navetta e in un attimo proviamo le brezza del così detto "massaggio africano". La jeep, infatti, saltella tanto tra le cunette nella sabbia che più di una volta ho temuto di sbattere la testa nel tettuccio mentre il nostro autista rideva allegro.

dune namib desert piccVista da sotto la duna di Big Daddy é davvero imponente ma non ci facciamo certo spaventare così facilmente e di lì a poco siamo anche noi due di quelle formicchine che vedevamo dalla strada intente a raggiungerne la punta più alta. Un paio d'ore di salita sotto il sole, con la sabbia che, una volta riempite completamente sia le scarpe che i calzini, comincia a diventare solo un qualcosa in cui affondare i piedi in attesa del prossimo passo. Per tutta la sabbia che ci siamo trascinate appresso, abbiamo preso almeno un paio di chili e fatto della vera e propria attivitá fisica con tanto di opzione difficoltá. Una volta in cima la vista é meravigliosa: le dune di sabbia di estendono tutte intorno a vista d'occhio, in fondo le montagne e ancora più lontano sembra quasi di vedere il mare. Credo sia più una fantasia che realtá, ma mi piace pensare che lo fosse davvero.

La discesa é ancora più bella, lasciandosi trascinare verso valle dalla sabbia rossa. Piccole lucertole godono del calore del sole finché, sentendosi minacciate dalla nostra presenza, non si nascondono sotto la sabbia scomparendo completamente alla nostra vista, chissá come fanno a respirare lá sotto. Scendiamo la duna dal lato più ripido, opposto a quello da cui siamo salite, così da raggiungere direttamente Dead Vlei e lo spettacolo é da togliere il fiato. La sabbia ha lasciato posto ad una superficie rigida ricoperta di sale fatta a squame, quasi si trattasse di un grosso serpente dalla pelle bianca che si é addormentato al sole. Dead Vlei, il nome forse non dirá molto ai più, ma é un luogo davvero suggestivo, tanto che é stato utilizzato per girare la scena di apertura di The Fall, nonché é l'immagine di bandiera che si trova su ogni brochure che parli della Namibia. Il fondo bianco punteggiato di alberi morti seccatisi sotto l'arsura del sole, le dune rosse a risaltar ancora il più il pallore del fondo del vecchio lago e Big Daddy a dominare sullo sfondo. Inutile dire che le foto si sono sprecate e abbiamo messo in scena un vero e proprio servizio fotografico.

Dead Vlei picLa serata si é svolta tranquilla attorno al fuoco a Solitaire, il proprietario e il meccanico tuttofare della cittá ci hanno raggiunte e, sorseggiando dell'ottimo cherry tedesco, ci siamo scambiati storie di viaggio aspettando il momento in cui avremo finalmente potuto attaccare la bistecca di orix che ci era stata promessa per cena.

Una volta finito di mangiare, ci siamo accoccolate di nuovo attorno al fuoco per proteggerci del freddo della notte e Petrus, tuttofare di Solitaire, ci ha raggiunte per raccontarci le mille storie, i mille cammini di tutti coloro che in un modo o nell'altro si sono trovati a passare di lá. Solitaire è un posto meraviglioso, ho lasciato lì un pezzettino del mio cuore: le persone che ci vivono sono sorridenti e felici e questo sentimento ti si riflette addosso appena ci passi un po' di tempo.

La mattina presto siamo ripartite alla volta del Fish River Canyon, prossima tappa del nostro viaggio e lascio Solitaire con il desiderio di tornarci un giorno, anche solo per tener fede alla promessa fatta a Petrus e mangiar un'altra fetta di quella famosa torta di mele che solo lì riesce ad avere quel meraviglioso sapore, quel misto di passione, tradizione e amore.

sunset Namibia roadpiccChissá se ora facciamo parte anche noi, due ragazze sole su una piccola Polo un po' allo sbaraglio, delle storie che il nostro nuovo amico racconta ai turisti di passaggio la sera davanti al fuoco.

 

 

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