Il rimorso del Fish River Canyon.

 

 

Fish river canyon sliderSpendiamo la notte a Keetmanshup per spezzare il viaggio e dormiamo a casa di Katy attraverso il Couchsurfing: si tratta di una community di persone che si ospitano gratuitamente a casa. Katy è una giovane ragazza americana in Namibia per una missione di volontariato per cui presta servizio come assistente sociale e vive nella casa per le infermiere dell'ospedale. Appena arriviamo con la nostra piccola Polo, attiriamo l'attenzione di tutti, trattandosi di una piccola comunità si conoscono tutti l'un l'altro ed è da subito evidente che noi siamo nuove. Il programma a cui partecipa la nostra nuova amica è assolutamente interessante, così come il fatto che esistano borse di studio che ti permettono un'esperienza così intensa di ben un anno.   

distesa namibiaLa mattina successiva di buon mattino, siamo già in cammino che corriamo veloci lungo la strada mentre il sole ancora rosso illumina tutto intorno. Ci fermiamo solo per far benzina e prendere un caffè. Ordino un tea caldo e chiedo se posso averlo con una fettina di limone, per Alex invece un caffè con il latte. Ripartiamo, do un sorso alla mia bevanda calda e quasi sputo tutto contro il vetro, sollevo il coperchio in plastica del bicchiere da asporto e vedo tanti piccoli grumi bianchi che galleggiano in una bevanda troppo torbida per esser tea con il limone: era, infatti, tea con latte e limone. Ma come cavolo gli sarà venuto in mente? Tea con latte e limone, ovvio che questi facevano reazione, che schifo. Nulla, salto la colazione. 

Arriviamo al cancello principaledel Fish River dopo un paio d'ore, paghiamo la tassa d'ingresso al parco e siamo pronte per la nostra passeggiata. All'entrata non hanno nessuna mappa se non quella incollata al bancone della reception, così la fotografiamo con il nostro iPhone, il nostro compagno di viaggio in quest’ avventura e ci inoltriamo nel parco. Non avendo grossi punti di riferimento, dalla cartina sembra tutto terribilmente grande e lontano, così decidiamo di non perdere tempo e approfittarne per una passeggiata sul ciglio del canyon. 

mappa fish river canyonLa strada che dall'ingresso porta alla gola del canyon è di circa 10-15 minuti e nel tragitto incontriamo un gruppo di zebre che pascolano tranquille godendo della fresca aria del mattino mentre due auto di turisti con macchine fotografiche che sembrano cannoni le immortalano. Quanto avremmo desiderato anche noi avere una macchina fotografica del genere, quante foto mancate perché il soggetto è troppo lontano per esser catturato con il telefonino. Siamo, però, troppo eccitate dall'idea di vedere il canyon e poter finalmente camminare un po' che tiriamo dritto verso la nostra meta. Scendiamo dalla macchina e una folata di vento gelido ci aggredisce, facendoci tornar sui nostri passi alla ricerca di una felpa extra. Sembro una mezza pazza addobbata di colori che hanno poco a che vedere gli uni dagli altri: jeans grigio topo, t-shirt bianca, felpa dai colori fluo giallo, verde e turchese, giacca di tela beige con le maniche in pelle. Mi avessero vistaCarla ed Enzo, mi avrebbero fatto un cazziatone con i fiocchi ma"a mali estremi, estremi rimedi" e faceva davvero troppo, troppo freddo per curarmi di esser fashion. Che poi, per dirla proprio tutta, non c'era nessuno intorno a noi e Alexandra non si accorge quando esco di casa con la crema non spalmata in faccia, figuriamoci se si cura del mio stile multicolore.

fish river canyonCi avviamo immediatamente verso la piazzola panoramica più lontana così da capire quanto sia fattibile camminare tra una e l'altra. La vista è da togliere il fiato: un grosso serpentone taglia la superficie piatta della roccia per scendere in profondità di decine di metri. É proprio l'uniformità del terreno a permettere di godere dell'intera vista e lasciar lo sguardo perdersi verso l'orizzonte. Il tempo non è bellissimo quando arriviamo, oltre al freddo tremendo, anche il sole sembra non aver nessuna intenzione di venir in nostro soccorso e far capolino tra le nuvole. I colori del canyon sono spenti dal grigio del cielo che vi si riflette, il vento soffia forte e piegate alle condizioni meteorologiche decidiamo di tornare all'ingresso per montar la tenda al campeggio sperando che intanto esca il sole.

Il Fish River Canyonin Namibia è il secondo per grandezza al mondo dopo il Gran Canyon e ogni anno attira migliaia di visitatori per la sua bellezza. É possibile percorrerlo in tutta la sua lunghezza in un'escursione di cinque giorni. Vederlo da sopra, esattamente come abbiamo fatto noi, è bellissimo ma decisamente la voglia di affrontare quella lunga camminata nelle sue viscere è tanta così come il rimorso per non aver salvato per questa tappa abbastanza giorni da poterla fare. Nella sua parte centrale c'è una piccola fonte, Palm Spring, dove l'acqua termale s’incontra con quella del fiume mitigandola e rendendo il bagno un ristoro piacevolissimo tra la partenza e l'arrivo. In realtà anche nella parte bassa del Canyon, ad Ais-Ais c'è un centro termale ma da quello che ho letto su Trip Advisor, altro non è che una piscina con l'acqua calda, anche se pure su questo punto c'era chi si lamentava. Non posso dirlo con esattezza ma non essendoci potuta andare (vero Alex?!) preferisco pensar che far il bagno alla piscina a Lotto a Milano sarebbe stata la stessa cosa, non volendo considerare la cornice naturale intorno.

Piano piano la temperatura si è "riscaldata" e torniamo per la nostra passeggiata. Facciamo avanti e indietro sul ciglio del canyon e, ovviamente, un milione di fotografie. Non riusciamo, però, ad adocchiare nessun animale seppur avessimo cercato di scovare lo scorpione fluorescente o qualsiasi altra cosa. Non potrei dire per quanto tempo sono rimasta sdraiata sul muretto a strapiombo con gli occhi chiusi a lasciarmi cullare solo del rumore del vento, a liberare i pensieri e riempire i polmoni di quel fresco e irreale silenzio. Di sicuro abbastanza da congelarmi al pari dei filetti di merluzzo di Capitan Findus e, una volta realizzato che il sole non sarebbe tramontato al di là del Canyon optiamo per rientrare al campeggio a riscaldarci.

sterrato namibiaE' quasi il tramonto quando arriviamo all'ingresso del parco completamente congelate e ci godiamo il mutare dei colori del cielo sorseggiando dai termos un caldissimo latte e Nesquik. Poco dopo ci mettiamo a letto, pregando che le coperte e i sacchi a pelo siano in grado di far fronte alla temperatura gelida, ma non dopo aver chiuso tutto il cibo in macchina. Si aggirano nei dintorni, infatti, i baboon, golosi di qualsiasi cosa e capacissimi di aggredirti per rubarti una caramella: non sarebbe bello esser svegliate nel cuore della notte da una scimmia che ci salta in tenda! Ci addormentiamo con il testa la promessa di tornare, un giorno, per far anche noi l'escursione nel ventre del Canyon e scoprirlo per davvero.

La mattina ci svegliamo nel piacevole tepore della tenda, smontiamo tutto e via, verso il confine, è arrivato il momento di salutare la Namibia: Sud-Africa stiamo arrivando!

 

Galleria fotografica

 

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