Il mondo arancione del Namaqualand.

 

 

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Passiamo il confine tra Namibia e Sud Africa senza grossi problemi o ritardi e ora il nostro obbiettivo é solo uno: i fiori nel Namaqualand. Non sappiamo esattamente dove andare, tutta la regione dovrebbe, infatti, esser in fiore da fine agosto ai primi di ottobre e ci dirigiamo verso Springbock, la cittá che, almeno secondo la mappa, sembra esser la principale.


In un'oretta raggiungiamo la nostra meta e cominciamo a girare a caso alla ricerca dell'ufficio informazioni. Le strade sono mediamente larghe ma terribilmente affollate: un sacco di gente ovunque, macchine in doppia fila, persone che si lanciano in mezzo alla strada e visi decisamente poco raccomandabil.i

namaqualand africa

La nostra piccola Polo é piena come un uovo, tanto che la macchina ha decisamente l'aspetto di un accampamento zingaro con tanto di cuscini a righe, coperte colorate e sacchetti in plastica che sbucano un po' ovunque. L'idea di abbandonare il nostro piccolo bozzolo in strada in balia di tutta quella gente non é che ci allettasse tantissimo ma una volta davanti all'ufficio turistico ci siamo fatte coraggio e, tenendo un occhio fisso sul parcheggio, siamo entrate. La signorina é stata gentilissima e ci ha dato una mappa dell'intero percorso nella regione dei fiori ma le sue informazioni erano un po' fumose. Le abbiamo chiesto se ci fosse un posto dove poter passeggiare e ci ha indirizzato verso un piccolo paesino dicendo "quando arriverete lì non potrete non capire di esser arrivate, c'é un parcheggio e ci sará un sacco di gente". Ancora dubbiose di come avremmo trovato questa passeggiata una volta arrivate, risaliamo in macchina e ci dirigiamo al paesino di Concordia. Sulla strada troviamo un enorme campo di fiori ma sfortunatamente non erano del tutto sbocciati e una rete tutto intorno ci impediva qualsiasi passeggiata, decisamente eravamo ancora nel posto sbagliato e così proseguiamo. Entriamo nel piccolo paese ed effettivamente i fiori arancioni erano ovunque, lo stesso benzinaio al posto delle erbacce tutto intorno aveva queste margherite colorate a punteggiarne il piazzale. Continuiamo a seguire la strada principale alla ricerca dell'orda di turisti che ci avrebbe segnalato, così, l'inizio del sentiero ma nulla, nient'altro che una fila di macchine che, come noi, arrivate all'uscita del paese facevano inversione e tornavano indietro. Decidiamo di fermarci al un supermercato per chiedere informazioni. Nell'istante in cui mettiamo piede fuori dall'auto tutti gli sguardi si posano su di noi, sembravano dire: "che cavolo ci facevano due ragazze bianche lì?"

flower field namaqualandAlla cassa del piccolo negozio troviamo un ragazzo giovane che ci guarda altrettanto incuriosito e che non capisce una sola parola di quello che gli stavamo dicendo. L'afrikaans per certi versi è molto simile al tedesco e scavando nei lontani insegnamenti ricevuti a scuola, visto il fallimento della parola "flower", proviamo con "blumen" ma nulla, il ragazzo continuava a inclinare la testa e guardarci come se fossimo due pazze. Ci fa segno di aspettare e poco dopo torna con un altro ragazzo che questa volta parla un po' di inglese. Cominciamo a spiegare che stiamo cercando i fiori e la passeggiata per ammirarli, ma anche questo secondo ragazzo comincia a inclinare la testa e guardarci con la stessa espressione stupita con cui ci aveva accolto il cassiere. Nel frattempo era entrato anche un uomo e tutti e tre intono a noi ci ascoltavano non capendo assolutamente che cosa stessimo cercando. "Flowers?" ripetevano a turno scuotendo la testa. L'intero paese era immerso nei fiori arancioni e loro proprio non riuscivano a spiegarsi cosa diavolo stessimo cercando. "Ci sono turisti che si farmano a fare le foto al campo che collega Concordia alla cittá ma non so se é ciò che cercate". Probabilmente a questo punto il prato sfiorito era ciò di cui parlava la ragazza delle informazioni e la passeggiata era avanti ed indietro lungo la strada, chi lo sa. Salutiamo e ringraziamo, si riparte.

concordia flowerI fiori erano tutti intorno nei campi a lato della strada quindi decidiamo di prendere direzioni casuali sperando di incrociare un prato abbastanza ricco di fare qualche bella foto. I risultati in sé sono stati un po' scarsi e vicolo cieco dopo vicolo cieco incontriamo una pattuglia di polizia e decidiamo di provar a chiedere a loro dove andare. Finalmente qualcuno che parlava inglese, capiva cosa stessimo cercando e sapeva come aiutarci. Ci consigliano di andar al parco nazionale, a un'oretta e mezzo di distanza ed effettivamente finalmente troviamo quello che stavamo cercando: i Fiori!

Il parco é molto carino e decisamente la destinazione migliore per chiunque si rechi nel Namaqualand per vedere i fiori, va messa ovviamente in conto la canonica tassa d'ingresso però. Un piacevole percorso da fare in auto o in bicicletta ne fa tutto il giro regalando paesaggi dove l'arancione delle margherite ha completamente preso il posto del verde dell'erba. É possibile noleggiare le biciclette ma purtroppo abbiamo perso troppo tempo a vagare senza meta a Concordia e é troppo tardi per pensar di visitarlo in sella.

view point namaqualandIl freddo del giorno prima al Fish River Canyon continua ad accompagnarci e nonostante avessimo preso una piazzola nel campeggio del Parco Nazionale, la sola idea di spender la notte in tenda ci terrorizza. Con la scusa di chiedere ai nostri vicini di metter a caricare il mio pc, attacchiamo bottone. Sono una coppia Sudafricana sui sessant'anni con una jeep di quelle con la tenda sul tetto e preparata ad affrontare qualsiasi evenienza anche nel mezzo della jungla più fitta. Chiacchieriamo del nostro viaggio, ci raccontano un po' del loro e ci diamo appuntamento per cena nel ristorante del campeggio.

Dopo esserci fatte coraggio e aver fatto la doccia nel gelo più assoluto ci avviamo al ristorante che é giá notte dove troviamo i nostri nuovi amici che ci avevano riservato due posti al loro tavolo. Parliamo un po' di tutto e ci invitano a passar a trovarli a Johannesburg una volta che saremo nei dintorni nella nostra seconda parte del viaggio. Purtroppo i nostri tempi allora saranno parecchio stretti ma, chissá.

Di ritorno alla macchina organizziamo i bagagli e gli interni così da riuscir a ricavar due posti letto: il freddo pungente e il vento forte rendono infattibile l'idea di dormire fuori. Il sedile del passeggero é mio, mentre Alex si é ricavata una cuccetta nel sedile posteriore, sembriamo una schermata di tetris ma decisamente é l'unico modo di passar la notte. Il cielo é pieno di stelle, il vento canta e tutto intorno il silenzio avvolge le jeep, le poche case e le roulotte.

namaqualand footerCi svegliamo all'alba e siamo pronte a ripartire alla volta di Laangebaahn per andar a visitare il West Cost National Park con un solo grandissimo desiderio: lavare i capelli. Per via del freddo che ha caratterizzato gli ultimi giorni, il pensiero di lavarsi i capelli e vederli congelare istantaneamente e prendersi una broncopolmonite ci aveva tenute alla larga dallo shampoo. C'eravamo quasi, finalmente avrei potuto coccolare i miei poveri capelli che tra polvere del deserto e temperature glaciali stavano assumendo pian piano l'aspetto di una scopa di saggina, in versione scura, ovviamente.

 

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