Hermanus e il canto della balena.

 

 

Hermanus sliderUn raggio di sole entra da una piccolissima fessura delle persiane a stuzzicare gli occhi colpendo con la precisione di un coltello Shoghun. La stanchezza di tante notti troppo brevi e supporti su cui dormire sempre diversi e non sempre comodissimi si comincia a far sentire, la voglia di quei “ancora cinque minuti” è tanta ma sappiamo perfettamente che potrebbero essere quelli decisivi per ripiombare in un sonno così profondo da non svegliarci prima di pranzo. Mi faccio forza e mi metto dritta dritta faccia al soffione delle doccia e aziono la manopola, un getto mi colpisce in pieno viso come un caldo schiaffo, ok, sono sveglia.

lucertola cape agulhasMezz’ora e siamo in macchina, oggi andremo a Cape Agulhas, la punta più a sud dell’Africa, dove Oceano Indiano e Atlantico si incontrano. Avevo sentito dire che dove queste acque si mescolano ci sono dei vortici naturali creati dalle reazione delle due salinità così diverse. Ero davvero eccitatissima all’idea di assistere a questo fenomeno ma la realtà è che, per lo meno dalla riva, non si vede proprio niente. E’ carina la roccia con il cartello di demarcazione dei confini tra i due giganti d’acqua ma di per sé non è niente di più che una scenografia per una foto ricordo. Non capitemi male, gli scogli che danno sul mare, le milioni di conchiglie e il rumore delle onde che si infrangono sono bellissimi, solo non c’è bisogno di arrivar fin qui per vederle.

Quella che si è divertita di più in assoluto è stata Alexandra nella sua caccia alle lucertole. E' una cosa incredibile, le basta vederne una per cominciare l'inseguimento, cellulare alla mano per fotografarla: eccola muoversi come un ninja per non farla scappare e ruscire ad immortalarla. Lucertole, ragni, insetti vari e pipistrelli sono stato il soggetto preferito della mia compagna di viaggio.

Ci fermiamo poco lontano a mangiare del pesce fritto in stile Fish&Chips che ci viene consegnato in un simpatico cestino di vimini tutto allestito con il necessario per un pic-nic. Molto, molto rustica come cosa ma decisamente il pesce era molto buono e poi noi adoriamo le cose casereccie!

ristorante hermanus

Risaliamo in macchina e riprendiamo il nostro cammino tra i meravigliosi campi sud africani: delle chiazze gialle si espandono a vista d'occhio di fiori così alti da superare perfino al nostra statura. Vediamo un cancello aperto, Alexandra ed io ci scambiamo un'occhiata d'intesa e siamo già dentro. Non ci sembra vero aver trovato un varco e poter correre tra quei fiori meravigliosi e è un attimo che torniamo le bambine che in Trentino andavano a raccogliere le polente per portarle alla piccola cappella della Madonna. Passiamo almeno mezz'ora a far video e foto in quella scenografia da favola, finchè decidiamo di darcela a gambe prima che arrivi il contadino armato di fucile a mandarci via.

E’ sera che rientriamo a Hermanuss e il nostro piano era di andar al porto alla ricerca di due posti last minute per andar a vedere le balene con le imbarcazioni turistiche. Quella mattina, però, dopo un giro di telefonate abbiamo realizzato che ogni uscita era completa e avremmo dovuto rinunciare a vederle. Un po’ deluse carichiamo la macchina pronte per la partenza quando finalmente incontriamo la padrona di casa che ci chiede se avessimo visto le balene e ci dice che non c’è nessun bisogno di andare in barca, che sono visibili dalla riva. Ho già visto questi grossi cetacei l’estate scorsa alle Isole Azzorre, ma li erano in mare aperto e se per questo nulla di particolarmente interessante. La signora si offre di accompagnarci e appena parcheggiato già la sentiamo cantare, la balena. Era proprio lì, appena sotto il grosso scoglio davanti a noi che placida molleggiava e intonava chissà quale messaggio e chissà per chi. La signora ci spiega che anche in centro è possibile vederle e ci consiglia di farci un giro prima di rientrare. Così facciamo, addirittura prendiamo un tavolo nel piccolo ristorante praticamente sugli scogli: un bicchiere di vino bianco e frutti di mare. Non c’è che da aspettare, la balena è immobile davanti a noi e il cameriere ci spiega che probabilmente sta allattando mentre lontano, all’orizzonte, ogni tanto qualche schizzo attira la nostra attenzione e vediamo questi animali enormi piroettare fuori dall’acqua. Di lì a poco anche quella vicino a noi si allontana un po’ e eccola saltare sulla schiena all’unisono con il suo piccolino, due, tre, quattro volte, uno spettacolo meraviglioso, come i gamberi che stavamo gustando.

Soddisfatte possiamo finalmente ripartire, il nostro nuovo amico Bub ci aspetta a Cape Town così come cinque giorni a godere le sue bellezze.

 

Galleria fotografica

 

Magari ti può interessare anche:

Due trentine su una Polo alla conquista dell'Africa (collection)
West Coast National Park tra mare e fiori
Viaggio in Namibia, collection
La ragazza con la valigia