L'isola di Flores: un mondo di fiori e acqua.

 

ilha floresTredici ore di barca, sette delle quali passate a dormicchiare su un divano conquistato con un balzo felino appena due anziani passeggeri hanno dato il minimo segno di star per lasciare l’imbarcazione. Tredici ore sono moltissime, soprattutto se trascorse su una grande nave passeggeri aspettando di sbarcare in paradiso. In tanti mi avevano parlato dell’isola dei fiori, tutti dicevano che valeva il viaggio e così comprai un biglietto, salutai il mio amico al porto dell’isola di Graciosa, quejiadas sotto il braccio e mi imbarcai.

Sulla stessa nave salirono un gruppo di motociclisti e una schiera infinita di auto da rally: rombi di motori ad accompagnare il mio passo svelto verso il ponte alla ricerca del cantuccio dove accoccolarmi fino al calare del sole. Il viaggio scorre tranquillo con i motociclisti che, chitarra alla mano, intonano diverse canzoni tra cui anche la nostra cara “bella ciao”. Non ho mai capito bene perché ovunque andassi nel mondo prima o poi le sue note sarebbero riecheggiate con quell’accento straniero a contestualizzarle meglio.

Le sette del mattino la nave finalmente attracca, ho dormito poco ma sono ansiosa di metter i piedi sulla terra ferma e partire alla scoperta dell’isola dei fiori in mezzo all’Oceano Atlantico. Poco meno di quarant’otto ore e sarei dovuta risalire su quella stessa barca e tornar indietro, era, infatti l’ultima della stagione prima della dipartita dei turisti e l’arrivo del cattivo tempo che avrebbe impedito un’attraversata sicura. Mappa alla mano e si parte alla ricerca della casa dei ragazzi che mi avrebbero ospitata.

faja lobo vaz flores azores

Si capisce subito perché sia chiamata Flores: dominano ovunque i fiori, ovviamente. Enormi distese d’erba tutte divise a quadretti ma la differenza è che, se nelle altre isole sono muri in pietra nera a delimitarli, qui sono piante di ortensia a far tutto il lavoro. Linee azzurre che dividono quel manto verde brillante in tanti di quei quadrati da poterci giocar a tris con la mente o immaginare di riempirli e creare quei disegni che animavano i nostri quaderni da bambini. Meraviglioso. Ai bordi delle strade lineari infiniti di ortensie che ti trascinano per quegli spazi che sembrano quasi immensi, infiniti, finchè non ricordi che è solo una piccola isola dispersa nell’Atlantico.

Quando non è l’azzurro a farsi strada, è il giallo della Roca Velha, un fiore dal profumo così intenso da poter esser paragonato solo a quello del gelsomino. Intere distese gialle, un profumo costante per ogni strada, sentiero o camminamento: una nota dolce e inconfondibile tatuata nella mente, un po’ come il profumo da Abercroombie, non puoi confonderlo con altro. Il suo sapore è dolce, puoi succhiarne il nettare e sentire quel profumo sulle papille, goderne con più sensi possibili e portarne il ricordo con te una volta che sarai a casa: colore, profumo, sapore.

Il bello di viaggiare da soli è che puoi prenderti i tuoi spazi e i tuoi tempi, cominci a camminare senza una direzione precisa, qualche sguardo alla mappa è più che sufficiente per sapere in che direzione è il mare e via, poi si arriva a un bivio e si prende una decisione. Ogni volta è una decisione diversa ma leggera, comunque vada andrà bene. Quest’isola è un piccolo paradiso e ovunque si arrivi c’è del bello: dalle pecore e gli asinelli che pascolano, alle lepri che corrono a nascondersi appena ti sentono avvicinare, dai ciottoli lungo la spiaggia alle larghe foglie con cui quasi puoi fartici un ombrello per ripararti dal sole forte.

cascadas ilha flores

Mentre cammini a un certo punto, nel silenzio più totale, ti può capitare si sentire uno scroscio, un rumore d’acqua che riecheggia nella foresta, così va a finire che lo segui e puoi trovarti di fronte uno degli spettacoli più belli che ti possa capitare di vedere. Una montagna verde con piccole cascate che da ogni dove saltano nel vuoto per ritrovarsi di nuovo tutte nello stesso bacino a formare un lago. Solo l’acqua sa correre così lenta e veloce insieme, avere tutto quel coraggio di lanciarsi contro le rocce, contro gli scogli, nel nulla con la sicurezza che poi tutti quei pezzi, ogni piccola molecola tornerà a fondersi con le altre e formare di nuovo un tutto.


Uno dei ragazzi che incontrai in questo viaggio mi portò alla scoperta di una cascatella in mezzo al verde che prima di liberare la sua acqua nel mare, formava un piccolo laghetto. Ci togliemmo i vestiti e ci tuffammo in quell’acqua gelida: un brivido corse rapido lungo tutta la pelle. Questa comincio a pungere, quasi a bruciare fino ad abituarsi al freddo e a quel punto non avrei più voluto uscire da lì ma solo godermi quella pace. Il mio compagno d’avventura mi guardò e con un sorriso strano mi disse: “Puoi bere, se vuoi…”, non ci avevo pensato e la cosa più strana fu rendermi conto di quanto fosse bizzarra per me una cosa così naturale. Potevo bere e nuotare allo stesso tempo: quella stessa acqua che mi avvolgeva a un certo punto era anche in me, quella sensazione di freschezza era sia fuori che dentro. E’ stata sua sensazione terribilmente emozionante. Mi sento un po’ scema dal farmi colpire così da una cosa che dovrebbe essere completamente normale ma non avrei mai potuto immaginare di potermi sentire in quel modo di fronte a qualcosa di così semplice.

strada ilha flores

L’isola dei fiori regala tantissimo a chi ha voglia di perdersi, di silenzio e di dimenticarsi del correre del tempo e lasciar che il ritmo sia scandito dalla forza delle tue gambe e dal sole. Sono bastati solo due giorni per farmi rendere conto di quanto poco serva per stare bene, di quanto poco abbiamo realmente bisogno e tutto il resto è solamente una costruzione, una cosa senza senso che ci rende frustrati senza senso.

Adoro i vestiti, le scarpe e il make up, un po’ come tutte le ragazze, ma lì ho dimenticato tutto questo. In uno zaino tutto quello che mi serve: bikini, shorts, infradito, qualche vestitino e crema solare. Internet diventa quasi una costrizione più che un’opportunità: in un posto così bello nessun monitor potrebbe esser all’altezza della realtà intorno. Il trucco non serve, c’è il sole a pensar a donare il colore giusto al viso e illuminarlo che nemmeno il miglior blush può reggere il confronto.

Benvenuti in paradiso, benvenuti sull’isola di Flores.

 

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