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Una ragazza al Gusto Fragola.

La ragazza


Se dico 
Gusto Fragola. cosa vi viene in mente? Il gelato, vero? Anche a me a dir il vero e é per questo motivo che ci ho messo così tanto a decidermi che fosse il nome giusto. ...

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Due trentine su una Polo alla conquista dell'Africa.
I luoghi

Due ragazze, un mese di viaggio, quasi 7000 km percorsi su una piccola Polo, la nostra fedelissima compagna d'avventura che nonostante mille imprevisti, strade a groviera e ...

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Affare fatto! Che ci sarà in quel box?
La ragazza

Qualche giorno fa mi sono messa a leggere un libro che promette di trasformarti in un'esperta di uomini: esatto, una di quelle che sa come chiedere le cose e per questo le ottiene ...

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Io andrei.

 

baloon

 

IO ANDREI lontano da qui per star un po' più vicina alla mia piccola anima viaggiatrice. A quella fiammella che ancora brucia ma ha bisogno di ossigeno nuovo per diventare fuoco, per diventare passo, per diventar sicurezza e incoscienza.

Avete un più pallida idea di quante cose spettacolari ci siano là fuori? Io non credo di averlo ben realizzato ma vorrei farmene almeno un'idea.

 

IO ANDREI perchè a forza di volteggiare su me stessa trascinata dalla routine mi gira la testa e ogni tanto mi viene anche da vomitare.

E' come quando da bambino andavi tutto felice sulle tazzine di Alice e scendevi con gli occhi dello Stregatto. Devo ancora arrivare al prato dei fiori che cantano!

 

IO ANDREI perchè ricominciare ti mette in mano carte nuove. Puoi scegliere il tuo gioco sicuro delle partite vinte e forte per quelle perse: bluffare? Rischiare? Chiudersi o rivelarsi.

Scegliere. Oggi posso scegliere.

 

IO ANDREI perchè a stare ferma proprio non ci riesco: in fondo siamo acqua e l'acqua che stagna imputridisce e si riempie di quelle bestiole dalle zampe lunghe che si muovono a balzi orizzontali, piatti. Mica voglio diventar una pozza sporca!

Il mare, invece, è così potente e meraviglioso nei suoi mille stati d'animo: plasma le coste, raccoglie i pensieri e ti da la certezza che per tante volte che va, poi ritorna.

 

IO ANDREI perchè ho così terribilmente paura che se rimango ferma ci affogo dentro, ma se la affronto scoprirò che non era poi così male. La bellezza del lasciarsi andare, del lasciar scegliere le strade alle nostre gambe, ai nostri occhi il compito di scandire il tempo, alla nostra bocca di riempirsi di sapori mai provati e ai nostri polpastrelli di accarezzare trame sconosciute.

Camminerò finchè le mie gambe non ne potranno più, sono la forma concreta della mia indipendenza. Me ne prenderò cura rafforzandole giorno dopo giorno: solo chi le ha avute in stand-by capisce quanto siano preziose, ben più di una Lamborghini.

 

IO ANDREI perchè ho voglia di scoprire parole che nemmeno immagino e diventarne dipendente per saper raccontare meglio ogni stato d'animo o un particolare tipo di neve.

Da qualche anno ho scoperto di soffrire di saudade, prima ignoravo perfino cosa fosse: è bello saper dar un nome alle cose.

 

IO ANDREI e ANDRO', sola. Non per scappare, non perchè non ami quello che sono e che ho ma proprio per imparare ad apprezzarlo di più. La novità per amare di più le certezze di sempre: il solito bar con le solite persone che parlano delle stesse cose da anni. Che boccata d'aria fresca.

Quanto sono importanti le radici lo scopri viaggiando e è proprio così che ho scoperto che tornerò sempre a casa e ogni volta sarò una persona migliore.

 

Imparerò la leggerezza del vento che mi farà volare leggera sopra i problemi e la cattiveria.

Colorerò i miei occhi con le sfumature del mare e del cielo.

Amerò con l'intensità del nero della notte africana quando è senza luna.

Sperimenterò il potere del saper aspettare, l'arte della pazienza.

Camminerò scalza e non mi curerò dei calli duri, ma pur sempre con le unghie perfettamente dipinte.

Scoprirò la mia unicità e bellezza senza protesi in plastica prendendomi cura del mio corpo.

Dimenticherò il concetto di tempo deciso delle lancette.

Rivaluterò il concetto di “urgente” e “importante”.

Assaggerò cose che mi sembreranno disgustose senza pregiudizi.

Userò il cellulare per condividere, non come mezzo di vanità.

 

“IO ANDREI” con questa frase, a 30 anni, ho lasciato per la seconda volta un lavoro a tempo indeterminato. Un lavoro che amo, in un'agenzia dove ho conosciuto persone speciali che mi hanno dato tanto in questo anno e mezzo: mi hanno insegnato, mi hanno apprezzata e hanno imparato a conoscermi così bene da non stupirsi della mia scelta o della mia integrità.

Scelta sofferta, scelta difficile ma allo stesso tempo necessaria per non negare una natura che stavo castrando. Sono abbastanza sicura che in una vita precedente ero in uno di quei gruppi che si muovevano seguendo le mandrie di bufali, altro che star a casa a coltivare l'orticello: riesco a far morire pure i cactus, giusto per capirci.

 

Come si dice, confusa ma felice. Oggi si festeggia.

 

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